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Una storia di devozione

La devozione mariana è presente a San Cono fin dai primi anni di vita cittadina per volontà del marchese Ottavio Trigona che un atto notarile del 1785 stabilì che ogni anno venissero celebrate le festività del patrono San Cono abate e di Maria Santissima di piazza.

Nei primi decenni del XIX secolo, le tre piccole chiese presenti in paese (Spirito Santo, SS. Crocifisso e San Marco) erano ormai insufficienti ad accogliere il crescente numero di fedeli per tale ragione, un comitato di cittadini si fece promotore della realizzazione di una nuova grande chiesa.

Il 21 gennaio del 1836 fu raggiunto un accordo tra una Deputazione e il marchese Ottavio Concetto Trigona e Beneventano, il quale decise di donare un tenimento di terre seminative posto in contrada Ferriante Grande affinché il ricavato del raccolto fosse annualmente impiegato per la costruzione della nuova Matrice. Con un atto successivo, rogato il 30 marzo 1836, tutti i cittadini si impegnavano a corrispondere in cinque anni 320 onze, destinate all’edificazione della nuova chiesa, che ognuno avrebbe versato ratealmente a gennaio, maggio e settembre di ogni anno. Il progetto venne affidato all’architetto Giovanni Lo Piano da Caltanissetta e i lavori ebbero inizio nel 1838, grazie anche ad un contributo di 1000 ducati concessi dal Sovrano. La costruzione, però, fu interrotta dopo qualche anno e nel centro del paese, per oltre un decennio, rimase questa grande costruzione innalzata per oltre la metà delle sue mura ed esposta alle intemperie.

Era uno dei periodi più difficili della storia Comunale, dal 1° gennaio 1843, infatti, Santo Cono venne privato della sua autonomia ed aggregato a San Michele di Ganzaria per la tutela amministrativa.

Nel 1856, il cappellano Padre Filippo Giusto si fece promotore della costituzione di una nuova Deputazione, alla quale aderì anche il parroco, don Liborio Milazzo e con un atto rogato dal notaio Gesualdo Clementi da San Michele di Ganzaria, i cittadini sanconesi si impegnavano ad ultimare “l’incominciata grandiosa opera della nuova chiesa” chiedendo un nuovo contributo governativo che purtroppo non venne mai concesso.

Allora, i componenti la Deputazione, decisero di prendere in mano l’iniziativa e il 6 maggio 1861, con atto stipulato davanti al notaio Francesco Paolo Re da Mirabella, fu chiesto un prestito di 200 onze ad un proprietario terriero del luogo, don Michelangelo Franchino, con l’impegno di restituirle, nell’arco di quattro anni, in argento o in natura. I lavori furono ripresi e la chiesa fu ultimata e consegnata, con grande giubilo dell’intera popolazione, il 12 gennaio del 1868; fu benedetta e aperta al culto nel settembre dello stesso anno, in occasione delle celebrazioni in onore della titolare della chiesa: la Madonna delle Grazie, con l’autorizzazione del Vicario Capitolare della diocesi di Caltagirone, mons. Pietr’Angelo Interlandi, mentre ne era in occasione delle celebrazioni in onore della titolare della chiesa: la Madonna delle Grazie Vicerettore il sac. Calogero Gambuzza (1868-1872).

Vi lavorarono varie maestranze del territorio come i muratori piazzesi Giuseppe Cassarino e Filippo La Rocca e il calatino Ignazio Marino; l’intaglio delle pietre fu affidato a mastro Michele Esposito; gli intonaci furono realizzati da Vincenzo Bonanno da Caltagirone e gli stucchi vennero eseguiti da Angelo Sesta da Niscemi e completati soltanto nel 1904. Nel 1873, su progetto dell’architetto Ignazio Margani da Mazzarino, vennero iniziati i lavori per il completamento del prospetto principale e la sopraelevazione del campanile eseguiti dai muratori Salvatore Giammuso e Giacomo Mantelli da Piazza Armerina.

La Parrocchia custodisce una copia della Sacra Sindone

Una presenza che accompagna il cammino: la Sindone nella Chiesa Madre di San Cono

Dalla Quaresima del 2024, la nostra comunità parrocchiale custodisce con devozione una riproduzione fotografica a grandezza naturale della Sacra Sindone, segno eloquente della Passione del Signore e invito costante alla contemplazione del mistero pasquale.

Benedetta solennemente il 18 Febbraio 2024, la Sindone è divenuta da allora una presenza permanente nella vita della parrocchia. Durante tutto il tempo di Quaresima, essa viene esposta per accompagnare i fedeli in un cammino di preghiera e riflessione, aiutando ciascuno a sostare davanti al mistero della sofferenza redentrice di Cristo e a prepararsi con cuore rinnovato alla gioia della Pasqua.

Nel corso dell’anno, la copia della Sindone è visibile all’interno del salone parrocchiale, dove continua a suscitare silenzio, raccoglimento e meditazione personale. Non è soltanto un segno esposto, ma una presenza che interroga, che parla al cuore e che richiama alla profondità del dono di sé di Gesù.

Particolarmente significativa è la sua ostensione annuale durante la Quaresima: la Sindone viene collocata solennemente sull’altare maggiore, nel presbiterio della Chiesa Madre, diventando centro visibile e spirituale delle celebrazioni. A corredo di essa, otto quadretti illustrativi aiutano i fedeli a conoscere meglio il significato e la storia della Sacra Sindone, offrendo spunti di catechesi e approfondimento.

Questa iniziativa si inserisce nel desiderio della comunità di vivere sempre più intensamente il tempo liturgico, lasciandosi guidare dai segni della fede verso un incontro autentico con Cristo. La Sindone, con il suo silenzioso linguaggio, continua così a parlare a ciascuno, invitando a contemplare l’amore che si dona fino alla fine e a rispondere con una vita rinnovata nella fede.

A partire dal 2026, la nostra parrocchia aderisce inoltre all’iniziativa dell’Ostensione diffusa permanente: un invito a vivere non solo un momento straordinario, ma una presenza continua che educa lo sguardo e il cuore a riconoscere nel volto sofferente dell’Uomo della Sindone il volto stesso di Cristo.

Il progetto Ostensione Diffusa porta riproduzioni fotografiche a grandezza naturale della Sacra Sindone nelle parrocchie di tutto il mondo, permettendo la contemplazione permanente del telo sacro. L’iniziativa, particolarmente attiva nel 2025, offre momenti di preghiera, catechesi e approfondimento scientifico sull’icona della Passione.

18 Febbraio 2024 – foto della Benedizione e Ostensione copia della Sindone

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